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Quando i libri ci insegnavano a ben pensare

Domenica 11 novembre 2018 nel supplemento culturale al Sole 24 ore usciva a firma di Lina Bolzoni, docente di Letteratura Italiana all’Università di Siena un interessate articolo: QUANDO I LIBRI CI INSEGNAVANO A BEN PENSARE.

Così esordiva la Bolzoni: Il libro è simile ad un giardino che si può trasportare in una manica, scriveva Al Jadiz, un sapiente arabo del IX secolo. Un luogo di delizie, dunque, che si può portare con noi in viaggio.

Si riferiva al volume di Valeria Guarna, L’Accademia veneziana della Fama, appena pubblicato dalla nostra Casa Editrice.

La Guarna ripercorre la storia e ricorda le opere pubblicate dall’Accademia della Fama, fondata da Federico Badoer e attiva a Venezia tra il 1557 e il 1561. L’Accademia organizzava pubbliche lezioni nel suo palazzo e aveva come segretario Bernardo Tasso, padre di Torquato, stampatore ne era quel Paolo Manuzio discendente del più famoso Aldo Manuzio. Si riprometteva di “rendere visibile il sapere”. Il compimento di questa magia era affidato soprattutto alla costruzione di complicati diagrammi, schemi e tavole che accompagnavano e sintetizzavano il testo: uno strumento allora insostituibile per diffondere la cultura.

Nella foto, Palazzo Badoer a Venezia, sede dell’Accademia della Fama